Qual è l’impatto dei social media sugli adolescenti? Le risposte in uno studio britannico

Non è certo una sorpresa scoprire che i social media oggi permeano la vita dei più giovani, in tantissimi aspetti. Ma con quali effetti? Un nuovo studio condotto dalla University of Cambridge, che ha coinvolto migliaia di adolescenti britannici nati tra il 2000 e il 2002, rivela una realtà preoccupante. Nel Regno Unito i ragazzi subiscono una forte pressione dai social media, tanto che circa la metà dei giovanissimi si ritiene dipendente da essi. I dati, provenienti dallo studio Millennium Cohort e riportati dal Guardian, mettono in evidenza una percezione di dipendenza più accentuata tra le ragazze rispetto ai ragazzi.

Più dipendenti le ragazze dei ragazzi

Il team di ricerca, guidato dalla dottoressa Amy Orben, ha esaminato un campione di 19.000 partecipanti, chiedendo ai giovani di esprimere il proprio rapporto con i social media. Tra le 7.000 persone che hanno risposto, il 48% ha dichiarato di sentirsi d’accordo o molto d’accordo con l’affermazione “penso di essere dipendente dai social media”. Tuttavia, riferisce Ansa, una percentuale significativamente maggiore di ragazze (57%) ha riconosciuto questa dipendenza rispetto ai ragazzi (37%).

Differenze di genere e paura di perdere il controllo

Secondo Georgia Turner, che ha analizzato i dati, la dipendenza percepita dai social media non è da confondere con la dipendenza da sostanze, ma la sensazione di non avere il controllo sul proprio comportamento può essere preoccupante. Turner afferma che è sorprendente vedere così tante persone con questa percezione. La dipendenza dai social media potrebbe non essere paragonabile a quella da droghe, ma evidenzia comunque un disagio psicologico diffuso tra gli adolescenti britannici.

Preoccupazioni su tecnologie digitali e comportamenti compulsivi

Negli ultimi anni, si è sviluppata una crescente preoccupazione riguardo all’uso compulsivo delle tecnologie digitali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il “disturbo da gioco” nella sua classificazione internazionale delle malattie. Michael Rich, direttore del Digital Wellness Lab presso l’ospedale pediatrico di Boston, afferma che i risultati dello studio riflettono l’esperienza clinica del suo centro, dove una parte significativa dei giovani combatte con l'”uso problematico dei media interattivi” (Pimu), che include social media, giochi, pornografia e una sovraesposizione a brevi video, blog e siti. In conclusione, lo studio solleva importanti interrogativi sull’effetto dei social media sulla salute mentale degli adolescenti britannici e richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare in modo responsabile l’impatto delle tecnologie digitali sulla giovane generazione.

Consumi: quali sono i falsi miti della Generazione Z?

Irriverenti, incoerenti, fragili ma trascinatori, i nati fra il 1997 e il 2012 influenzano famiglie, aziende e istituzioni. Ma a svelare il ‘profondo fraintendimento’ tra quello che gli 8,9 milioni giovanissimi della Generazione Z ‘sono’ e ciò che pensano di loro adulti e aziende, è l’analisi del think tank Zelo.
Un esempio? Il luogo comune più ripetuto del 2023 è ‘la GenZ è sostenibile e salverà il mondo’. Ma è davvero così?

“Questa generazione – spiegano gli esperti di Zelo – è nata in un mondo già esaurito, consumato e ferito dalle generazioni precedenti, ed è sicuramente pronta a difendere la causa, ma non disposta a scendere in campo con azioni concrete”.

“Vogliono verità senza filtri, se non quelli di TikTok”

I ragazzi della GeneZ, “vogliono occupare lo spazio in modo nuovo, non vogliono pagare i debiti lasciati in eredità dalle generazioni precedenti – continuano gli analisti -. Se i loro genitori e nonni cercavano modelli fissi in cui riconoscersi, i nati dopo il 1997 hanno la decostruzione come presupposto: vogliono verità senza filtri, se non quelli di TikTok”.

Cecilia Nostro, Founder di Zelo, ammette: “Sono rimasta affascinata dalle sfumature della GenZ e da anni, ogni giorno, cerco di decifrarla con passione, pazienza e audacia, per risolvere il fraintendimento che blocca l’ingranaggio generazionale sulla base del quale si erge l’equilibrio della società”.

Solo il 15% è concretamente sostenibile nei propri comportamenti

E così, dopo Black Friday e Cyber Monday, la GenZ sta per affrontare la corsa ai regali natalizi. Ma in termini di sostenibilità, e in uno dei periodi dell’anno a maggior impatto, se da un lato questi ragazzi sembrano essere impegnati nella lotta al cambiamento climatico e ad arginarne le conseguenze, dall’altro Zelo mostra uno scenario diverso.
Solo un timido 15% del campione intervistato dichiara di sentirsi davvero, e concretamente, sostenibile nei propri comportamenti e nelle proprie scelte.

Grandi fan del fast fashion

Un 17% di giovani GenZ, invece, ammette che il proprio impegno a riguardo si ferma nel fare la raccolta differenziata, e il 33% afferma di non sentirsi sostenibile come tutti sembrano pensare.
Il rimanente 35% si ritiene consapevole e informato, ma poi si chiede, “cosa possiamo fare?”.

Insomma, analizzando i comportamenti di acquisto della GenZ emerge come soltanto se colti alla sprovvista, e per non fare brutta figura, i GenZ cercano di adeguarsi all’immagine che genitori, tv e giornali hanno di loro, ovvero, ‘quelli impegnati a salvare il mondo’. Al contrario, riporta Adnkronos, i loro comportamenti quotidiani non sembrano offrire conferme alla tesi, anzi: i grandi fan del fast fashion sono proprio i GenZ.

Italiani e tv, un rapporto in continua evoluzione  

Che ruolo ha oggi la televisione all’interno delle nostre case e delle nostre vite? E come la utilizziamo? A queste domande risponde Samsung Electronics Italia con il suo recente Social Poll “TV? Mi piaci tu!”, lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Televisione. Il sondaggio ha coinvolto la community di Instagram, raccogliendo oltre 2.800 risposte e offrendo uno sguardo aggiornato sul ruolo del televisore all’interno delle abitazioni. Un excursus sulle abitudini più comuni di fruizione e sui parametri che guidano i consumatori nelle decisioni d’acquisto.

Solo uno schermo gigante o apparecchi in ogni locale?

Emergono diverse tendenze interessanti che riflettono la pervasività del televisore nelle case degli intervistati. Il 40,6% ha dichiarato di possedere un apparecchio in ogni stanza, mentre il 36% ha indicato di averne due, riservando il secondo alla camera da letto per godersi momenti di relax davanti a un film. Un altro 23% ha scelto invece di avere un unico televisore di dimensioni generose, che diventa così il protagonista del living.

La tv? Perfetta per il gaming

Le sorprese non si fermano qui, poiché le risposte delineano nuove abitudini di utilizzo della tv. Circa il 30% degli intervistati considera il televisore il compagno perfetto per il gaming, una passione che sta diventando sempre più diffusa e condivisa.
Il 27,3% apprezza i grandi schermi per facilitare la fruizione dei contenuti streaming in famiglia, mentre il 26,4% attribuisce importanza al design, sottolineando il ruolo crescente del televisore come elemento di arredo. Infine, il 16,8% mette al centro l’audio per vivere un’esperienza immersiva simile a quella del cinema.

Quando si tratta di utilizzare il televisore, la maggioranza della community associa la tv al relax serale davanti a un film (65,8%). Tuttavia, c’è anche chi preferisce utilizzarla per rimanere informato sulle notizie (18,6%) o tenerla acceso costantemente come sottofondo sonoro durante altre attività (15,5%).

Per quasi tutti il televisore si cambia quando… non va più 

Le prestazioni e l’affidabilità avanzate dei televisori consentono alla maggior parte degli intervistati (70,8%) di cambiarli solo quando diventano irrimediabilmente compromessi e non funzionanti.
Una percentuale significativa (20,6%) si concede cinque anni prima di considerare l’acquisto di un modello più innovativo, mentre una nicchia di appassionati delle ultime novità (8,5%) non vede l’ora di sostituire il proprio televisore con l’ultimo top di gamma.

Risparmi: l’ottimismo è in ripresa tra gli italiani

Rispetto al 2022 diminuiscono le famiglie in forte difficoltà economica e aumentano quelle con una migliore tenuta del tenore di vita. Scende poi dal 17% al 14% la quota di chi appare seriamente in difficoltà.
La fiducia per il clima economico nel nostro Paese sta tornando a livelli analoghi a quelli della prima metà del 2021.
Lo attesta l’indagine annuale di Ipsos condotta per Acri, dal titolo Scelte consapevoli, educazione, responsabilità: la sfida del risparmio per le nuove generazioni.

Guardando al futuro, le previsioni sull’andamento dell’economia personale, locale, fino a quella europea e mondiale, portano gli italiani da un marcato pessimismo dello scorso anno a un rimbalzo positivo, trainato da forti attese personali, specie nella generazione di mezzo.
Solo riguardo la situazione del Paese i dati rimangono in linea col 2022.

Strumenti finanziari più sicuri

A scapito dell’immobilismo e della liquidità, certamente legata all’inflazione e ai maggiori rendimenti offerti da molti intermediari e titoli di Stato, cresce la propensione verso strumenti finanziari più sicuri. Questo in un quadro, comunque, di incertezza verso regole e controlli, che penalizza gli strumenti più a rischio.
I più giovani però lamentano bassa competenza finanziaria, bassa autonomia gestionale ma sono molto interessati a approfondire i temi.
La sfida è quindi culturale e educativa, perché i più giovani ambiscono a una autonomia che raggiungono solo tardi, e a fatica.

Si indebolisce la fiducia nell’Unione

In questo scenario incerto, si indebolisce la fiducia nell’Unione Europea e nell’euro, sostenuta comunque dalle nuove generazioni. I dati evidenziano una polarizzazione tra chi ha fiducia nelle azioni e nelle scelte che verranno prese (51%) e chi no (49%).
A intaccare la fiducia ha contribuito la politica dei tassi di interessi della BCE per contrastare l’inflazione. Una misura che ha messo in difficoltà molte famiglie e imprese, costrette a pagare interessi più alti su mutui, prestiti, e finanziamenti, e per questo divenute molto più critiche verso la UE.
Inoltre, va sottolineato come le crisi legate alla scarsità e ai costi maggiori di materie prime ed energia abbiano indebolito l’idea che l’Europa, sempre riconosciuta per la sua tutela delle libertà e dei singoli, sia in grado di difendere gli ideali democratici e la capacità competitiva sui mercati internazionali.

Il ruolo sociale del risparmio

Sembra allentarsi poi il legame percepito tra responsabilità sociale e ambientale, abilitatori della competitività aziendale e dello sviluppo economico del Paese. Rimane però importante il contributo delle associazioni di categoria, dei corpi intermedi, e del Terzo settore, nel garantire coesione sociale e sviluppo.
I singoli cittadini rimangono molto attivi, sia nell’ambito del volontariato, donando il proprio tempo, e ancor più facendo donazioni per sostenere il Terzo settore e iniziative benefiche.
Coerentemente, è sempre forte la percezione del ruolo sociale del risparmio, strumento fondamentale per garantire crescita economica, sviluppo sociale e civile del Paese.

Italiani pronti a dire stop alle confezioni alimentari in plastica 

Solo un italiano su cinque dichiara di conoscere il processo di riciclo della plastica, e solo poco più di uno su dieci è a conoscenza della proposta di regolamentazione dell’Unione Europea in materia di imballaggi, finalizzata a ridurre la quantità di rifiuti in plastica e migliorare il riciclo di quella in circolazione. Ma ben nove su dieci si dicono pronti a fare sacrifici per aiutare la salvaguardia dell’ambiente. E la propensione green degli italiani sembra cominciare proprio dalla rinuncia alle confezioni e agli imballaggi alimentari in plastica. Lo rivela un sondaggio Ipsos del 2023 commissionato da Marevivo, associazione Onlus che opera in difesa del mare e dell’ambiente, con il sostegno della Fondazione Hillary Merkus Recordati, nell’ambito della campagna #BastaVaschette.

Frutta e verdura: meglio acquistarle sfuse 

Se è vero che per la transizione green è necessario l’impegno di tutti, gli italiani sono in prima linea. Secondo quanto emerge dal sondaggio Ipsos, di fronte alla possibilità di scegliere se acquistare frutta e verdura in confezione di plastica oppure sfuse, il 78% degli intervistati opta per la seconda soluzione, e solo il 22% per quella confezionata. Un dato particolarmente indicativo, specie se si pensa che l’82% degli italiani consuma frutta e o verdura quotidianamente, acquistandola nel 70% dei casi presso supermercati e ipermercati.

Motivazioni reali e falsi miti

Le principali motivazioni che spingono gli italiani ad acquistare frutta e verdura sfuse sono la possibilità di scegliere l’esatta quantità di prodotto, indicata dal 35% degli intervistati, e il fatto di poter ‘toccare con mano’ la qualità dei prodotti che si stanno acquistando (29%). Coloro che invece optano per prodotti vegetali confezionati lo fanno per ridurre i tempi della spesa e per una presunta maggiore garanzia di igiene. Riguardo le confezioni alimentari in plastica esistono ancora diversi falsi miti da sfatare. Il 22% del campione di italiani infatti è ancora convinto che gli imballaggi di plastica proteggano la nostra salute, e il 19% che contribuiscano a ridurre lo spreco alimentare.

A grande richiesta più azioni di sensibilizzazione da parte delle istituzioni

Parallelamente, emergono dati confortanti che sottolineano una maggiore consapevolezza e sensibilità degli italiani rispetto al tema degli imballaggi in plastica. Oltre il 90% degli intervistati, riporta Adnkronos, è ben conscio che ridurre il consumo di plastica sia fondamentale per difendere l’ambiente e che ciascuno può contribuire attivamente a migliorare la situazione con le proprie azioni. Da sottolineare anche la richiesta da parte della stragrande maggioranza del campione di italiani (90%) di più azioni di sensibilizzazione e informazione da parte del Governo e delle istituzioni sui temi del rispetto dell’ambiente.

Carte elettroniche: come usarle in vacanza evitando le frodi

Durante il periodo estivo aumenta l’utilizzo delle carte di credito, debito o prepagate, e con esso il rischio frodi, soprattutto per quanti trascorreranno le vacanze all’estero. In dodici mesi più di 3,2 milioni di italiani hanno subito una truffa o un tentativo di truffa connesso alla propria carta. Per aiutare i viaggiatori a riconoscere i pericoli ed evitare brutte sorprese, Facile.it ha stilato un vademecum. Ma innanzitutto è necessario ricordare che le carte elettroniche possono non essere accettate in tutto il mondo. Quindi, meglio dotarsi di una seconda carta. 

Prelievi, massimali, commissioni extra

In caso di prelievo di denaro contante, ricordare che la carta di credito solitamente ha commissioni più elevate rispetto al bancomat. Attenzione anche ai limiti di spesa giornalieri: spesso le carte di debito e le prepagate hanno massimali più contenuti. Dal punto di vista dei costi, se l’operazione avviene in uno dei Paesi appartenenti all’area Sepa (UE e alcuni Stati extra UE ma aderenti), non ci sono commissioni, se invece ci si trova in uno Stato diverso da questi, potrebbero essere applicati costi aggiuntivi legati al cambio valuta. In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere la valuta locale anziché la propria moneta. Così si ottengono migliori condizioni di cambio valuta, evitando addebiti onerosi.

Furto, smarrimento, addebiti indebiti: l’app risolve tutto

Nel caso di furto o smarrimento, ma anche spese addebitate e non effettuate, bisogna bloccare immediatamente la carta. È possibile farlo telefonicamente contattando il proprio istituto di credito o, in alcuni casi, direttamente dall’app di Home Banking. Ricordarsi poi che pin e carte non ‘vanno’ mai insieme. Per evitare che una volta sottratta la carta venga usata liberamente, è fondamentale non tenere mai il codice di sicurezza nel portafoglio insieme alla carta. Oggi la maggior parte delle banche offre conti correnti e carte elettroniche monitorabili in tempo reale tramite app. Questo permette di tenere sotto controllo movimenti e spese, e intervenire tempestivamente in caso di necessità. Inoltre, meglio attivare un servizio di alert, che in caso di utilizzo della carta avviserà tramite SMS.

Figli in viaggio senza genitori: la soluzione è una prepagata

Affidare una carta di credito a un ragazzo, magari al suo primo viaggio da solo, potrebbe essere pericoloso. Come fare per limitare i rischi? La soluzione potrebbe essere una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani, e soprattutto i genitori, da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

Vacanze truffa: quanti sono gli italiani caduti in trappola?

È quasi un milione il numero di italiani che nell’ultimo anno è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode durante la prenotazione delle vacanze. Il rischio più frequente di truffa riguarda la ‘casa vacanza fantasma’, ma sono 276.000 anche coloro che arrivati sul luogo di villeggiatura hanno trovato una sistemazione completamente diversa da quella pubblicizzata. E 125.000 hanno trovato la casa o la camera già occupata.
L’allarme arriva dall’indagine condotta per conto di Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Different. Chi è caduto in trappola in media ha perso 314 euro, nel 28% dei casi mai recuperati, per un valore complessivo stimato che sfiora i 100 milioni di euro.

Dalla casa fantasma a quella già occupata 


La truffa più comune è appunto quella della prenotazione di una struttura inesistente. Se circa 330.000 viaggiatori si sono accorti dell’imbroglio prima della partenza, oltre 133.000 lo hanno scoperto dopo aver pagato, e 55.000 solo una volta arrivati a destinazione.
Quanto alla struttura già occupata da altri, il 27% dei viaggiatori truffati se ne è andato senza pagare, la stessa percentuale ha preteso un cambio di sistemazione, il 23% ha ottenuto uno sconto sul prezzo concordato, ma il 21% non ha ottenuto nulla, e l’11% è stato costretto a procedere per vie legali.
Quasi due italiani su tre (65%), nonostante la truffa o il tentativo di truffa, hanno però deciso di non denunciare l’accaduto alle autorità competenti.

A rischio imbroglio anche hotel e villaggi turistici

Truffe o tentativi di truffa non riguardano solo case vacanza (36%) o B&B (35%), ma anche hotel (21%) e villaggi turistici (11%). Nel 47% dei casi la vittima ha trovato la struttura tramite un portale di prenotazioni online, mentre per il 21% l’annuncio è stato pubblicato su un social network.
Quasi 170.000 persone, poi, hanno visto l’annuncio truffaldino su un portale immobiliare, o un sito di annunci. Ma non manca chi è caduto in trappola con un semplice cartello ‘affittasi’ (circa 50.000), e l’11% è stato vittima di una truffa, o un tentativo di frode, nonostante avesse prenotato tramite un’agenzia di viaggi o immobiliare.

Cosa prevede l’assicurazione?

Per tutelare i viaggiatori alcune compagnie assicurative rendono disponibili  assicurazioni specifiche, che intervengono rimborsando le somme di denaro perse, sia in presenza di una truffa vera e propria sia se l’immobile non è conforme alla descrizione fornita nell’annuncio.
In questo caso, la copertura è garantita solo se la difformità è significativa, e tale da precludere parzialmente il normale uso dell’abitazione. Difformità di poco conto, come ad esempio un immobile più piccolo di quanto dichiarato o più distante dai servizi principali, potrebbero non essere coperte. In caso di difformità, il rimborso è ottenibile solo se si rinuncia completamente all’utilizzo dell’immobile affittato. Attenzione però a scoperti, franchigie, massimali ed esclusioni: la polizza casa vacanza è valida solo in presenza di un regolare contratto di locazione firmato, e se il pagamento è tracciabile.

Vasche spa idromassaggio all’aperto: goditi il piacere del relax sotto il cielo stellato

L’esperienza di immergersi in una vasca spa idromassaggio all’aperto è un vero e proprio toccasana per il benessere psicofisico.

La sensazione di avere l’acqua calda che avvolge il corpo e le bolle che massaggiando la pelle, rende la vasca spa idromassaggio un ottimo alleato contro lo stress e la tensione muscolare.

Ma cosa rende una vasca spa idromassaggio all’aperto così speciale?

Vediamo di seguito quali sono per la salute i benefici di immergersi in una vasca idromassaggio all’aperto e come scegliere la vasca spa idromassaggio perfetta per te.

I benefici per la salute di una vasca spa idromassaggio all’aperto

Riduzione dello stress

Immersi in una vasca spa idromassaggio all’aperto, è come se ci si immergesse in un’oasi di tranquillità.

Il calore dell’acqua e la pressione delle bolle hanno un effetto calmante sull’organismo, favorendo la riduzione dei livelli di stress e di ansia.

A parte questo, l’atmosfera rilassante di un cielo stellato può contribuire ad aumentare ulteriormente la sensazione di tranquillità e pace interiore.

Miglioramento della circolazione sanguigna

L’acqua calda di una vasca idromassaggio aiuta a dilatare i vasi sanguigni, migliorando così la circolazione del sangue nel corpo.

Ciò significa che l’ossigeno e i nutrienti possono raggiungere più facilmente le cellule del nostro organismo, migliorando la loro funzione e promuovendo la rigenerazione dei tessuti.

Alleviamento del dolore muscolare e articolare

Grazie alla combinazione di acqua calda e massaggi delle bolle, una vasca con idromassaggio può aiutare ad alleviare il dolore muscolare e articolare.

L’acqua calda aiuta a rilassare i muscoli ed ha una funzione analgesica, mentre la pressione delle bolle d’aria stimola la circolazione sanguigna e riduce l’infiammazione.

Miglioramento del sonno

Immergersi in una vasca idromassaggio all’aperto può aiutare a migliorare anche la qualità del sonno.

La sensazione di relax che si prova durante l’immersione può aiutare a ridurre i livelli di stress e di ansia, favorendo così un sonno più profondo e riposante.

Inoltre, il calore dell’acqua può contribuire a regolare la temperatura corporea, facilitando così il sonno.

Miglioramento del tono della pelle

L’acqua calda e i massaggi delle bolle d’aria possono aiutare a migliorare il tono della pelle.

La pressione delle bolle stimola la circolazione sanguigna, portando più nutrienti alle cellule della pelle e migliorando la sua capacità di rigenerarsi.

Inoltre, l’acqua calda aiuta ad eliminare le tossine dal corpo, contribuendo così ad una pelle più luminosa e sana.

Come scegliere la vasca spa idromassaggio perfetta per te

Quando si sceglie una vasca o piscina jacuzzi da esterno, ci sono diversi fattori da considerare.

Prima di tutto, bisogna scegliere la giusta dimensione in base ai propri desideri e al numero di persone che la utilizzeranno.

Inoltre, è importante considerare la forma e il design della vasca stessa, per assicurarsi che questa si adatti alle proprie preferenze estetiche e necessità di spazio.

Ci sono diverse soluzioni disponibili sul mercato, ed è importante sceglierne uno che consenta di coniugare funzionalità ed aspetto estetico, secondo le tue preferenze.

Anche la qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione della vasca idromassaggio è importante: materiali di alta qualità assicurano infatti una maggiore durata e resistenza all’usura, oltre a garantire un’esperienza più confortevole e sicura.

Conclusioni

In sintesi, immergersi in una vasca spa idromassaggio all’aperto è un’esperienza che offre numerosi benefici per la salute ed il benessere psicofisico.

Tra questi il miglioramento della circolazione sanguigna e l’alleviamento del dolore muscolare.

Se ci sati pensando su, non perdere l’opportunità di usufruire del piacere del relax sotto il cielo stellato, immergendoti in una vasca idromassaggio all’aperto.

Scegli il modello perfetto per te e godi di tutti i benefici per la salute ed il benessere che questa esperienza può offrirti!

Spesa per le app da record: 64,9 miliardi di dollari nella prima metà del 2021

E’ passione app. La spesa globale degli utenti per le applicazione mobili ha raggiunto la cifra record di 64,9 miliardi di dollari durante la prima metà del 2021. Lo rileva l’analisi Store Intelligence di Sensor Tower, che ha diffuso i dati preliminari su questo mercato. La cifra monster rappresenta un incremento del 24,8% della spesa in app sia su App Store sia su Google Play, rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Tuttavia, sebbene diversi esperti del settore ritengano che questo trend – sicuramente fatto accelerare dalla pandemia – continuerà anche in futuro, sono molti gli analisti che invece credono che siamo già di fronte a una battuta d’arresto. I numeri confermerebbero: dalla prima metà del 2019 alla prima metà del 2020, la spesa dei consumatori per le app mobili è cresciuta del 28,4% da 40,5 miliardi a 52 miliardi di dollari, più velocemente quindi dell’ultimo periodo.

App Store o Google Play, che cresce di più?

L’App Store di Apple ha totalizzato 41,5 miliardi di dollari di investimenti in app durante la prima metà del 2021, ovvero 1,8 volte i 23,4 miliardi di dollari registrati da Google Play. Tuttavia, Google Play mantiene un tasso di crescita più elevato: sempre nel primo semestre di quest’anno,  Google Play ha messo a segno un incremento del 30% contro il 22,1% di App Store. Questo fenomeno, spiega il report di Sensor Tower, è dovuto in parte alla domanda proveniente da mercati come le Filippine. 

Oltre al gaming c’è di più

Ma per quali app hanno investito gli utenti di tutto il mondo? Al di fuori dei giochi, la classifica delle applicazioni preferite è guidata da quelle di sport, finanza, affari, libri e intrattenimento. Anche le app in abbonamento (sempre esclusi i giochi) hanno rivestito una parte importante di questa spesa, contribuendo con 8,3 miliardi di dollari. TikTok si conferma l’app dai maggiori incassi durante la prima metà del 2021 (ha ottenuto ben 384,6 milioni di nuove installazioni), seguita da YouTube e da Tinder.

I videogame “pigliatutto”

Sono però i videogame per il mobile in senso lato i veri protagonisti del successo delle app: complessivamente hanno totalizzato incassi per 44,7 miliardi di dollari nella prima metà dell’anno. I più “ricchi” sono nell’ordine Tencent’s Honor of Kings ($ 15 miliardi), PUBG Mobile (compresa la sua versione localizzata per la Cina, ha raggiunto quasi $ 1,5 miliardi), Genshin Impact ($ 848 milioni), Roblox e Coin Maestro.

Nel 2036 saranno quasi 9 miliardi i bagagli aerei “trasportati” con l’Intelligenza Artificiale

Nel 2036 oltre 8,7 miliardi di bagagli voleranno con l’Intelligenza Artificiale. La conferma arriva dal report Intelligent Tracking: A Baggage Management Revolution di SITA, società IT nell’ambito del trasporto aereo. Nel 2017 hanno volato 4 miliardi di passeggeri e 4,5 miliardi di bagagli: numeri impressionanti che in meno di un ventennio sono destinati quasi a raddoppiare. E il supporto dell’Intelligenza Artificiale sarà fondamentale per il miglioramento dei processi.

La Risoluzione 753 di IATA impone il tracciamento dei bagagli in ogni fase del viaggio entro giungo 2018

Se il trasporto aereo negli ultimi dieci anni è riuscito a dimezzare i costi derivanti dalle irregolarità nella gestione dei bagagli, entro giugno 2018 il settore dovrà adeguarsi a quanto previsto dalla Risoluzione 753 di IATA (Associazione internazionale di compagnie aeree), che impone di tracciare i bagagli in ogni fase del viaggio, e di condividere i dati di tracciatura con tutti gli operatori coinvolti.

Secondo quanto rilevato da SITA, il 47% delle aerolinee è già in grado di tracciare i bagagli per un quarto del proprio network, ma entro giugno 2018 il 27% sarà in grado di estendere il monitoraggio fino a tre quarti della rete.

Entro la fine del 2018 il 65% delle compagnie svilupperà nuove soluzioni per la tracciatura…

Nel 2017 l’86% dei vettori ha implementato, o pianificato, iniziative per consentire allo staff il monitoraggio in tempo reale dei bagagli. E l’84% per offrire questa opzione ai viaggiatori. Entro la fine del 2018, poi, il 65% delle compagnie svilupperà nuove soluzioni per la tracciatura, il 61% implementerà la raccolta di dati grazie ai sistemi di gestione bagagli esistenti, e il 51% richiederà agli aeroporti di sviluppare nuove capacità di tracciatura.

“La trasformazione digitale relativa ai bagagli è già in corso – dichiara Sergio Colella, Presidente di SITA Europa -. Ciò significa che la consegna dei bagagli diventerà più sicura e consentirà agli aeroporti e alle compagnie aeree di fornire ai passeggeri servizi bagagli su misura”.

… ed entro il prossimo decennio l’AI rivoluzionerà l’industria del trasporto aereo

“L’uso strategico di dati e Intelligenza Artificiale entro il prossimo decennio rivoluzionerà l’industria del trasporto aereo, e la gestione dei bagagli è una delle aree che potrà trarne più benefici”, aggiunge Colella. L’Intelligenza Artificiale consentirà ad aeroporti e compagnie aeree di individuare i punti nel trasporto bagagli più a rischio, e i fattori che ne costituiscono la causa. La tecnologia potrà perciò ridurre le irregolarità nelle fasi più critiche, come il trasferimento dei bagagli fra voli, che nel 2016 ha registrato quasi la metà (47%) delle irregolarità di gestione.