Longevità: innovazione nel risparmio e demografia ridisegnano la società

Oggi la qualità della vita viene percepita dagli italiani come più importante della sua durata, ma manca ancora una consapevolezza diffusa su come affrontare le sfide economiche della longevità. La focalizzazione sulla qualità di vita come obiettivo di lungo periodo resta ancora limitata e superficiale.

Longevità e innovazione tecnologica stanno trasformando le abitudini finanziarie e le priorità economiche delle persone. Il 60% degli italiani considera prioritario il benessere inteso da un punto di vista ‘qualitativo’, ma pochi adottano comportamenti finanziari adeguati per potersi assicurare a lungo uno stile di vita in linea con i propri bisogni e le proprie attese.
Lo ha scoperto lo studio ‘InnovAge, tra longevità e innovazione: quale direzione?’, promosso da Invesco in collaborazione con Eumetra.

Il ruolo chiave dell’educazione finanziaria

Più di un intervistato su due riconosce l’importanza della pianificazione finanziaria, ma il 54% non ha ancora sviluppato una strategia di investimento per il proprio futuro.
Emerge anche una crescente richiesta di personalizzazione nei servizi finanziari, con l’educazione finanziaria, che gioca un ruolo chiave per colmare il divario tra chi è attivamente impegnato nella pianificazione e chi rimane impreparato.

Rispetto al ruolo della famiglia e delle istituzioni, quasi tre intervistati su cinque ritengono che gli anziani svolgano un ruolo di supporto economico/finanziario (56%) e di mentoring (54%).

Tecnologia, una risorsa fondamentale per la qualità della vita

Il 73% sostiene, inoltre, che lo Stato dovrebbe assumere un ruolo più attivo nella gestione della longevità, sottolineando la necessità di un impegno condiviso con le istituzioni per incrementare la consapevolezza e il supporto a livello nazionale, coinvolgendo tutti i livelli della società civile, nessuno escluso: banche, Stato, istituzioni finanziarie.

Quanto alla tecnologia, viene percepita come una risorsa essenziale per migliorare la qualità della vita, soprattutto in ambito sanitario, con una sensibilità particolare rivolta alla telemedicina (46%) e all’AI applicata alla diagnosi (43%), anche se il suo impatto genera sentimenti contrastanti.

La necessità di servizi più accessibili e flessibili

In ambito prettamente finanziario, la tecnologia può giocare un ruolo positivo nel rapporto consulente finanziario-investitore tra i clienti più maturi. Tra i più giovani rappresenta un asset per gli investitori più anziani, inclini a soluzioni orientate a generare income nella fase post-retirement. Per i più giovani, meno esperti e con meno risorse, costituisce un facilitatore, avvicinandoli alla consulenza finanziaria.

Le istituzioni finanziarie, le aziende e il settore pubblico hanno la responsabilità di sviluppare strumenti e politiche per favorire una maggiore consapevolezza sui temi del risparmio e della pianificazione personalizzata.
La ricerca sottolinea la necessità di servizi finanziari più accessibili e flessibili, capaci di adattarsi ai diversi stili di vita e alle esigenze individuali.

Contenuti sensibili e minori: nuove regole per verificare l’età degli utenti online

Arriva una nuova norma a tutela dei giovanissimi che fa sì che l’accesso ai contenuti online non sarà più libero per tutti. Con la nuova delibera n. 96/25/CONS, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha stabilito i criteri per l’introduzione di sistemi di verifica dell’età, destinati a proteggere i minori dalla visione di materiale inadeguato. La misura, prevista dal cosiddetto “Decreto Caivano” (Legge 159/2023), punta a limitare l’accesso dei minori a contenuti online inappropriati, come quelli a sfondo sessuale o violento.

Entro sei mesi, tutte le piattaforme digitali che ospitano contenuti potenzialmente dannosi, come video per adulti o materiali violenti, dovranno adottare strumenti efficaci per limitare l’accesso ai soli maggiorenni.

Come funzionerà il controllo dell’età

Il sistema sarà basato su una doppia verifica: identificazione e conferma dell’età, effettuate da soggetti terzi indipendenti. L’utente, per esempio, potrà dimostrare di avere più di 18 anni attraverso SPID, carta d’identità elettronica o wallet digitali.

Insomma, la procedura dovrebbe essere tale da impedire l’accesso ai minorenni. Una volta verificata l’età, il sistema rilascerà una “prova anonima” di idoneità, senza condividere dati sensibili con il sito che offre il contenuto. 

Privacy: anonimato per chi accede e per chi verifica

Uno degli aspetti più innovativi del provvedimento è la salvaguardia della riservatezza. Il sistema, infatti, si fonda su un meccanismo di “anonimato incrociato”: chi verifica l’età non conosce il contenuto richiesto, e chi offre il contenuto non riceve dati identificativi dell’utente. Un approccio in linea con il principio di minimizzazione dei dati previsto dal GDPR.

Il Garante per la Privacy ha dato il suo via libera, confermando che il modello rispetta i requisiti europei sulla protezione dei dati personali grazie alla minimizzazione dei dati trattati.

Linee guida flessibili, ma vincolanti

L’AGCOM non impone una tecnologia unica, ma stabilisce principi generali obbligatori: sicurezza informatica, precisione nella verifica, accessibilità anche per utenti fragili, trasparenza e diritto all’informazione. Saranno necessari anche strumenti per ricevere reclami e segnalazioni.

Il sistema italiano dovrà infine adattarsi, se necessario, alle future indicazioni dell’Unione Europea, che sta lavorando a una normativa comune sul tema della verifica dell’età online. In ogni caso, si tratta di un passaggio importante per la tutela dei più giovani, spesso poco avveduti quando si avventurano nel mondo online.

L’e-commerce italiano ritrova fiducia, ma le sfide restano anche nel 2025

I segnali raccolti a fine anno dal ‘Morale Barometer 2025’ condotto da Fevad in collaborazione con Netcomm indicano una ripartenza per l’e-commerce italiano, che dopo un 2024 difficile orienta le aspettative verso un moderato ottimismo. 

Il 48% delle aziende italiane si aspetta infatti di chiudere il 2025 in crescita, solo il 5% prevede un calo, e in generale a fiducia è leggermente più bassa rispetto all’anno scorso (–7 punti). Segno che molti operatori mantengono un atteggiamento prudente.
Tanto che solo il 24% degli intervistati italiani descrive il proprio segmento come ‘in crescita’ (41% media europea), e la quota di ottimisti cala di 11 punti rispetto al 2024.

Un settore capace di generare occupazione anche in fase di rallentamento

Quanto alla redditività, il 52% degli e-tailer prevede un miglioramento dei margini. Questo, suggerisce una ritrovata attenzione all’efficienza interna e al controllo dei costi dopo un anno di pressioni economiche.

Dal punto di vista dell’occupazione, l’e-commerce italiano continua a giocare un ruolo positivo: nel 2024 il 44% delle aziende ha aumentato il personale, mentre il 17% lo ha ridotto. Per il 2025 le previsioni restano incoraggianti, con il saldo tra chi prevede nuove assunzioni e chi tagli di +17 punti.
Questo trend conferma la capacità del settore di generare lavoro anche in una fase di rallentamento, e rafforza il ruolo dell’e-commerce come comparto in grado di adattarsi rapidamente alle condizioni di mercato.

Un 2025 più internazionale, cyber-sicuro, sostenibile, innovativo

Con il ritorno di un clima più favorevole, le aziende e-commerce italiane pianificano nuovi investimenti per il 2025, in particolare, su tre fronti strategici: espansione internazionale, sicurezza informatica e sostenibilità, innovazione tecnologica e marketing.
L’internazionalizzazione è uno dei driver più solidi della crescita, tanto che il 50% delle aziende italiane attive nel cross-border è presente in oltre 10 mercati esteri.

I mercati di riferimento restano Francia, Germania e Spagna. Ma per gli operatori stranieri l’Italia non compare ancora tra le prime tre mete di espansione.
Espandersi fuori dall’Europa richiederà nuove competenze, tecnologie e strategie ad hoc, ma potrebbe rappresentare il passo decisivo per colmare il gap competitivo con altri player continentali.
In ogni caso, nel prossimo biennio, il 75% delle aziende italiane si aspetta un’ulteriore crescita del fatturato cross-border. Solo l’8% prevede un calo.

AI generativa: una rivoluzione per l’intera catena del valore

L’innovazione più dirompente dell’ultimo anno è senza dubbio l’AI generativa. Oggi quasi l’80% delle aziende e-commerce europee ha già integrato soluzioni basate su GenAI. In Italia l’adozione è cresciuta di +16 punti in un anno, pur restando inferiore a Francia e Germania.

La GenAI sta inoltre iniziando a influenzare l’intera catena del valore, dalla progettazione di prodotto al post-vendita. Le aziende valutano con attenzione costi, benefici e sostenibilità delle nuove tecnologie, evitando investimenti impulsivi. Anche il ridimensionamento dell’interesse per il metaverso o gli NFT è indicativo di maggiore concretezza. L’innovazione non è più fine a sé stessa, ma orientata al ritorno sull’investimento, e al miglioramento delle performance operative.

Cybersecurity: nel 2024 il 35% degli attacchi long-lasting supera il mese di durata

Secondo l’ultimo Incident Response Report di Kaspersky, nel 2024 gli attacchi long-lasting, quelli che si protraggono per più di un mese, hanno rappresentato il 35,2% degli attacchi totali.
La durata media dei cyberattacchi di lunga durata, misurata durante i giorni medi, è di oltre 253 giorni, mentre la durata media delle attività di risposta agli incidenti risulta essere di circa 50 ore. Ciò conferma la complessità e la sfida nel mitigare l’impatto degli attacchi long-lasting.

L’anno passato, questo tipo di attacchi informatici ha causato principalmente la perdita di dati aziendali e la crittografia, con conseguenti danni alle organizzazioni.
Gli exploit rivolti alle applicazioni destinate al pubblico, ovvero quelle che sfruttano le relazioni di fiducia e l’utilizzo di account validi, sono tra i principali vettori iniziali degli attacchi di lunga durata.

Cybercriminali sempre più resilienti? Le aziende devono agire in modo proattivo

“Comprendere l’evoluzione delle minacce informatiche è fondamentale per ogni azienda che voglia salvaguardare le proprie risorse e i propri processi – ha commentato Konstantin Sapronov, Head of Global Emergency Response Team di Kaspersky -. Dalle nostre ricerche emerge che la resilienza dei cybercriminali aumenta con il progredire della tecnologia, spingendo le aziende non solo a rispondere, ma anche ad anticipare e adattare le proprie misure di sicurezza in modo proattivo”.

I servizi di managed security offrono l’intero ciclo di gestione degli incidenti

Per migliorare la protezione aziendale contro gli attacchi più sofisticati, è necessario implementare solide soluzioni di cybersecurity e assumere professionisti qualificati per gestirle.

Per le aziende che non dispongono del personale o delle competenze necessarie, sono disponibili servizi di managed security, come Kaspersky Incident Response o Kaspersky Managed Detection and Response, che offrono la possibilità di analizzare gli incidenti e ricevere assistenza da parte di esperti. Questi servizi offrono l’intero ciclo di gestione degli incidenti, dall’identificazione delle minacce alla protezione continua fino al ripristino dei dispositvi.

Aiutare le organizzazioni globali a rafforzare le misure di sicurezza

L’Incident Response Report di Kaspersky fornisce approfondimenti sui cyberattacchi analizzati dal team di Kaspersky nel corso del 2024. Il Report si basa sui dati delle aziende che hanno richiesto assistenza per risolvere problemi di sicurezza, nonché sui trend delle minacce in vari settori e regioni del pianeta.

Il Report aiuta quindi le aziende di tutto il mondo a rafforzare le proprie misure di sicurezza. Ma soprattutto, a sviluppare strategie efficaci per la risposta agli incidenti.

Il Futuro è Fuggente: l’Italia del 2025 tra innovazione e nostalgia 

La società italiana oggi si trova in una fase di trasformazione. La spinta del nuovo, le potenzialità aperte dalla tecnologia e dall’Intelligenza artificiale fa i conti con le crescenti controspinte frenanti delle guerre, del vento inflattivo, dalle disuguaglianze sociali, delle resistenze nostalgiche, e di una società che si è fatta più violenta.

È quanto emerge dal l’edizione 2025 di Ipsos Flair, dal titolo ‘Futuro Fuggente: tra slanci e nostalgia, un Paese solcato da speranze e frenato da fratture e malessere’, l’indagine annuale che da 15 anni offre un’analisi approfondita delle dinamiche sociali, economiche e di consumo del nostro Paese.
In pratica, il ritratto delineato dalla ricerca è quello di un’Italia in bilico tra desiderio di innovazione e nostalgia, tra spinte al cambiamento e resistenze conservatrici. 

Dal lavoro alla transizione green domina l’incertezza 

Il ‘Futuro Fuggente’, dunque, rispecchia molti degli aspetti che oggi contraddistinguono i nostri giorni. 
Il mondo del lavoro, ad esempio, è in fibrillazione, caratterizzato da crescente precarietà, soprattutto per giovani e donne, e da incertezze legate ai cambiamenti tecnologici.

Gli stipendi ristagnano e il senso stesso del lavoro sembra allontanarsi dalle aspirazioni autentiche delle persone.
Inoltre, la transizione verso una società green si rivela più complessa del previsto.
Nonostante l’impegno nella lotta ai cambiamenti climatici rimanga forte, le persone sono riluttanti a sostenerne tutti i costi, chiedendo un maggiore coinvolgimento delle imprese.  

Giovani destinati a una vita più “complessa”

Anche la globalizzazione mostra le sue contraddizioni, spingendo molti a cercare conforto in ciò che è familiare e vicino o in un passato percepito come più accogliente. Le disuguaglianze si acuiscono, e per molti genitori l’unica certezza è che i propri figli affronteranno una vita più complessa.  
Parallelamente, crescono le forme di disagio mentale, specialmente tra i giovani e i ceti popolari, accompagnate da rabbia e frustrazioni.

Le spinte al cambiamento e all’inclusione incontrano resistenze e battute d’arresto. Il tempo diventa una risorsa sempre più scarsa, generando stress, mentre l’edonismo e la ricerca di ammirazione si fanno più pressanti.

Il neo-narcisismo tra shopping e auto narrazione

In questo contesto, lo shopping rimane un miraggio di felicità individuale, con il consumatore che diventa sempre più un narratore di sé stesso, scegliendo prodotti per affinità e per raccontare la propria storia. 
Nonostante la forte spinta individualistica e il neo-narcisismo le persone cercano anche legami, connessioni e un senso di comunità.

È appunto l’epoca del ‘Futuro Fuggente’, in cui si insegue un avvenire che promette realizzazione e felicità, ma di cui si avverte anche la fragilità.  
Questo scenario oscilla tra il ‘vivere per l’oggi’ e la nostalgia, tra slanci verso il cambiamento e controspinte conservatrici.
Ma il futuro fuggente non è una resa, poiché rappresenta una ricerca costante di vitalità, leggerezza, interconnessione con il proprio sé, e l’incessante volontà di vivere esperienze con rinnovata fiducia. 

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Mercato immobiliare, qual è il ruolo delle donne nelle decisioni d’acquisto?

Qual è oggi il ruolo e il “peso” delle donne nelle decisioni di acquisto di proprietà immobiliari in Italia? Lo rivela un’indagine condotta da Gate-away.com, il portale dedicato alla vendita di immobili italiani a clienti esteri, condotta in occasione dell’8 marzo. 

La ricerca evidenzia come il contributo “al femminile” sia determinante nella scelta e nella gestione delle abitazioni.

Oggi sono le principali artefici delle compravendite 

L’analisi condotta da Gate-away.com, basata su un sondaggio che ha coinvolto oltre 70.000 utenti internazionali iscritti alla newsletter del portale, rivela un dato significativo: le donne non solo partecipano attivamente alle decisioni immobiliari, ma spesso ne sono le principali artefici. Le loro preferenze influenzano aspetti fondamentali come la posizione dell’immobile, il design e la vivibilità degli spazi.

Secondo i dati raccolti, nel 51,77% dei casi le coppie decidono insieme l’acquisto di una casa in Italia. Tuttavia, nel 48,23% delle situazioni, è la donna ad avere l’ultima parola nella scelta dell’immobile. Questo dimostra come la prospettiva femminile sia sempre più determinante nelle transazioni immobiliari, un aspetto che gli operatori del settore non possono ignorare.

Esigenze e priorità nella scelta della casa

Le donne si distinguono anche per la loro attenzione ai dettagli della vita domestica. Il 38,30% ritiene che il proprio ruolo nella gestione della casa influenzi fortemente la scelta dell’abitazione, un dato che si riduce al 16,30% tra gli uomini. Inoltre, il 13,47% delle acquirenti si occupa in prima persona dell’arredamento e della distribuzione degli spazi interni, rispetto al 7,40% degli uomini.

Un altro elemento rilevante è l’importanza attribuita agli spazi all’aperto. Per il 74,47% delle donne, avere un giardino o una terrazza rappresenta un requisito essenziale, mentre tra gli uomini questa esigenza è sentita dal 65,93%.

Un’opportunità per il settore immobiliare

L’impatto della componente femminile sul mercato immobiliare italiano è sempre più evidente e rappresenta un’opportunità per gli operatori del settore. Secondo Annalisa Angellotti, co-fondatrice di Gate-away.com e Chief Happiness Officer dell’azienda, gli agenti immobiliari devono affinare la loro sensibilità nei confronti delle esigenze femminili.

“Molte acquirenti straniere non cercano solo una casa, ma un ambiente che garantisca sicurezza e qualità della vita,” afferma Angellotti. “Per questo, è fondamentale che il mercato immobiliare sappia rispondere a queste esigenze, offrendo soluzioni su misura che vadano oltre i semplici criteri economici e rispecchino le aspirazioni di una clientela sempre più consapevole”. 

Comunicazione mobile: la strategia multicanale è vincente

Oggi lo smartphone è il touchpoint di riferimento per garantire ai clienti una comunicazione fluida e personalizzata, che assicuri elevati livelli di soddisfazione e fidelizzazione. È importante che le aziende utilizzino strumenti per la gestione del mobile messaging in grado di consentire alla clientela d’interagire attraverso il canale preferito.

Uno studio condotto da Esendex, combinato con i risultati di una recente indagine sui consumatori, conferma l’importanza di adottare una strategia che includa diversi canali per le interazioni azienda/cliente. Ogni canale ha infatti caratteristiche specifiche che lo rendono più adatto rispetto ad altri, a seconda delle esigenze.

Meglio SMS o WhatsApp? Dipende

Gli SMS, ad esempio, sono più efficaci per comunicazioni urgenti e di primaria importanza, mentre WhatsApp, poiché più coinvolgente, favorisce una comunicazione bidirezionale con i clienti.
L’SMS rimane il canale privilegiato per avvisi e notifiche, in particolare, nell’ambito della sicurezza, ad esempio, per la comunicazione dei codici OTP, e in settori come sanità e hospitality. Tanto che il 92% dei consumatori afferma di affidarsi, almeno in parte, se non del tutto, a promemoria automatici per le prenotazioni al ristorante o gli appuntamenti medici.

La pervasività di WhatsApp nella vita quotidiana ne fa invece un mezzo potente nel miglioramento della customer journey. Sia in ambito marketing, dove più dell’83% degli utenti reagirebbe positivamente a un messaggio WhatsApp inviato da un brand, sia per l’assistenza clienti.

“Il Customer Engagement è un elemento cruciale per il successo”

Dallo studio emerge, quindi, come sia strategico offrire alla clientela la libertà di scegliere il canale più adatto alle diverse esigenze, facendo poi confluire tutte le conversazioni in un’unica chat multicanale.

Questo approccio consente di migliorare l’efficienza operativa dal punto di vista dell’azienda e la qualità del servizio per il cliente.
“Oggi il Customer Engagement è un elemento cruciale per il successo, e investire in una strategia di comunicazione omnicanale, che metta il cliente al centro, rappresenta la scelta vincente per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più connesso e interattivo”, commenta Carmine Scandale, Country Manager di Esendex.

Utilizzare strumenti diversi senza interrompere la conversazione

“La nostra piattaforma Studio, in particolare, permette alle aziende di comunicare con i clienti attraverso una chat multicanale che integra SMS e WhatsApp Business Platform, la versione premium dell’app necessaria per sfruttare al meglio le potenzialità conversazionali del canale – aggiunge Scandale -. L’obiettivo è garantire un’esperienza personalizzata, consentendo di utilizzare strumenti di mobile messaging diversi, anche in base alla tipologia del messaggio, come, ad esempio, un SMS per la conferma di spedizione e WhatsApp per il supporto post-vendita, ma senza interruzioni nella conversazione”.

Buone notizie per chi ha un’auto: si stabilizzano i prezzi di assicurazioni e carburanti 

Negli ultimi tempi si osserva una tendenza positiva er quanto riguarda due voci che pesano sul bilancio delle spese automobilistiche. Dopo anni di continue oscillazioni, nel gennaio 2025 i prezzi dell’assicurazione auto si stabilizzano, mentre quelli dei carburanti segnano una lieve diminuzione.

I dati, raccolti da Facile.it, offrono un segnale incoraggiante per i consumatori, pur restando in bilico di possibili influenze internazionali che potrebbero modificare nuovamente la situazione nei prossimi mesi.

A quanto ammonta il premio medio dell’assicurazione?

L’osservatorio di Facile.it evidenzia che a gennaio 2025 il premio per l’assicurazione RC auto si attesta intorno a 625,79 euro per un automobile. Questo valore, sostanzialmente invariato rispetto a dodici mesi fa, registra addirittura un decremento del 2,8% rispetto a dicembre.

Gli esperti spiegano che la stabilizzazione dei sinistri stradali, unita a un rallentamento della pressione inflazionistica registrato nella seconda metà del 2024, sta contribuendo a contenere l’aumento dei costi. Tuttavia, rimane la possibilità che un aumento dell’inflazione, insieme a maggiori costi energetici e alle attuali tensioni internazionali, possa in futuro spingere nuovamente verso il rialzi dei premi.

Situazione disomogenea nelle diverse regioni italiane

L’analisi dei dati regionali rivela un quadro variegato: in alcune regioni, come Emilia-Romagna, Puglia, Umbria e Calabria, si osserva un calo annuo dei premi medi, segno di una migliore gestione del rischio assicurativo. In contrasto, il Veneto e il Lazio hanno registrato incrementi rispettivamente del 5,5% e del 4,7%, mentre in Lombardia e nelle Marche il rialzo si attesta attorno al 2%.

Queste differenze sottolineano come le condizioni locali e le specifiche dinamiche di mercato possano influire in maniera diversa sul costo dell’assicurazione auto.

Carburanti: prezzi in lieve ribasso 

Sul fronte dei carburanti, i dati di Facile.it indicano un aumento dell’1% su base annua per la benzina, mentre il diesel ha registrato una diminuzione del 2%. Considerando un’auto di segmento intermedio che percorre 30 km al giorno, le simulazioni mostrano una spesa mensile di circa 109 euro per la benzina e 82 euro per il diesel.

È interessante notare che, osservando l’andamento del mercato nel corso dell’ultimo semestre, i prezzi alla pompa erano inferiori: nel settembre 2024, infatti, la benzina e il diesel costavano rispettivamente 3 e 4 euro in meno rispetto ai valori attuali.

Buon compleanno ransomware: 35 anni di software malevoli

Il ransomware, compie trentacinque anni. Il software malevolo più famoso al mondo forse rappresenta la minaccia peggiore nel campo della sicurezza informatica. Colpisce settori cruciali come sanità, istruzione e servizi finanziari, con un’attenzione particolare verso produzione e infrastrutture critiche. E solo nel 2024 ha causato perdite globali per 1,1 miliardi di dollari. Fra giugno 2023 e giugno 2024 ha costituito il 44% di tutti i casi segnalati da Cisco Talos.

Ma qual è l’origine del ransomware? Il primo potrebbe essere stato il Trojan AIDS, un floppy disk creato nel 1989 dal dottor Joseph L. Popp, il quale richiedeva alle proprie vittime un riscatto tramite corrispondenza in cambio dei dati rubati. Il fenomeno si è poi allargato a macchia d’olio, sviluppandosi nel giro di 15 anni a una velocità decisamente superiore rispetto alle altre minacce informatiche e diventando un business globale.

Dal floppy disk a minaccia globale

Con il progressivo ampliamento delle reti informatiche, nel 2004 è arrivato il GPCode, un allegato e-mail mascherato da offerta di lavoro, considerato la genesi del ransomware moderno.

Una delle principali sfide del ransomware è occultare la tracciabilità del denaro. E se nel 2010 l’arrivo del bitcoin ha rappresentato la risposta ideale per i criminali informatici, offrendo un metodo di pagamento anonimo e quasi impossibile da tracciare, nel 2016 il ransomware SamSam ha segnato un punto di svolta. È stato il primo a colpire grandi aziende con richieste di riscatto ‘a sette’ zeri.
Poco dopo, sono nati i primi gruppi organizzati di criminali informatici, pronti a sfruttare al massimo questa nuova era del cybercrimine.

Maze o il saltò di “qualità”

A partire dal 2019, con l’introduzione del ransomware Maze, alcune organizzazioni di cybercriminali hanno adottato nuove tattiche di estorsione: minacciare di rendere pubblici i dati esfiltrati qualora il riscatto non venga pagato.

Gli obiettivi principali odierni sono piccole imprese e infrastrutture critiche (acqua, energia, trasporti…), che non dispongono di tecnologie e risorse necessarie per fronteggiare l’aumento esponenziale delle minacce informatiche.
Ma il ransomware continua a evolversi. Nell’ultimo trimestre, Cisco Talos ha rilevato numerose nuove varianti, continuando al contempo a rispondere alle minacce già note.

Il semplice backup dei dati è il suo tallone d’Achille

Ma il ransomware ha un tallone d’Achille: il backup dei dati. In caso di attacco e crittografia dei dati, è possibile ripristinarli utilizzando la copia di backup. Allo stesso tempo, rafforzare le difese software, migliorare la rete e aggiornare le patch è fondamentale, così come segmentare le reti, per limitare i danni in caso di intrusione.

Con il rafforzamento delle difese, dei sistemi di rilevamento e delle risposte, gli attori del ransomware si affidano sempre più alla distrazione dei lavoratori. Grazie a modelli linguistici avanzati come ChatGPT, riescono a infiltrarsi nelle reti con maggiore facilità, senza dover ricorrere all’hacking tradizionale.

Perchè il trasporto su gomma è ancora fondamentale per l’economia italiana?

Le autostrade italiane conservano il loro ruolo strategico nell’economia del paese.  Lo evidenzia lo studio “Il Ruolo delle autostrade per lo sviluppo del Paese”, condotto da Nomisma in collaborazione con Aiscat, che amorfa una volta ribadisce l’importanza cruciale del sistema autostradale. Presentato presso l’Associazione della Stampa Estera in Italia, lo studio sottolinea come le autostrade italiane siano tra le più complesse e trafficate d’Europa, pur rimanendo le più economiche per gli utenti.

Il trasporto su gomma si conferma una risorsa centrale per la mobilità di persone e merci. Secondo i dati, circa il 90% dei 881 miliardi di passeggeri-km in Italia avviene su strada, mentre oltre l’87% dei 582,1 miliardi di tonnellate-km di traffico merci è movimentato su gomma. Questi numeri ribadiscono il ruolo delle autostrade come fulcro della logistica nazionale e confermano la tendenza di crescita fino al 2050, con aumenti stimati del 14% per il traffico passeggeri e del 31% per quello merci.

Record di traffico nel 2023

Nel 2023, l’Italia ha registrato un nuovo record di traffico autostradale, con 86,6 miliardi di veicoli-km. La maggior parte del traffico (oltre il 75%) è rappresentata da veicoli leggeri, in costante crescita dal 1976. Rispetto agli anni Settanta, il volume di traffico autostradale è aumentato di sei volte, con un incremento significativo del traffico passeggeri (+13% negli ultimi dieci anni) e merci (+24%).

Una rete complessa e soprattutto datata

Le autostrade italiane si distinguono per complessità, traffico e anzianità. Circa il 50% della rete è stato costruito prima del 1970, rendendola la più vetusta d’Europa. Con una densità di gallerie e ponti superiore a qualsiasi altro paese europeo, la rete italiana si confronta con sfide tecniche uniche.

Nonostante l’intensità del traffico (+190% rispetto al 1970), il numero di vittime è calato del 75%, grazie agli investimenti in sicurezza.

Investimenti e costi

Nomisma sottolinea l’urgenza di investimenti per modernizzare l’infrastruttura. Servono 40-50 miliardi di euro per interventi non più procrastinabili, cifra minima rispetto ai costi di una rete ex novo. Sebbene le tariffe autostradali italiane siano le più basse d’Europa, il sistema necessita di un equilibrio tra sostenibilità economica e miglioramento strutturale.

“La rete autostradale è vitale per l’economia nazionale,” afferma Francesco Capobianco di Nomisma, indicando l’importanza di soluzioni che bilancino investimenti e tariffe, garantendo benefici sia per le generazioni attuali che future.

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