Arriva una nuova norma a tutela dei giovanissimi che fa sì che l’accesso ai contenuti online non sarà più libero per tutti. Con la nuova delibera n. 96/25/CONS, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha stabilito i criteri per l’introduzione di sistemi di verifica dell’età, destinati a proteggere i minori dalla visione di materiale inadeguato. La misura, prevista dal cosiddetto “Decreto Caivano” (Legge 159/2023), punta a limitare l’accesso dei minori a contenuti online inappropriati, come quelli a sfondo sessuale o violento.
Entro sei mesi, tutte le piattaforme digitali che ospitano contenuti potenzialmente dannosi, come video per adulti o materiali violenti, dovranno adottare strumenti efficaci per limitare l’accesso ai soli maggiorenni.
Come funzionerà il controllo dell’età
Il sistema sarà basato su una doppia verifica: identificazione e conferma dell’età, effettuate da soggetti terzi indipendenti. L’utente, per esempio, potrà dimostrare di avere più di 18 anni attraverso SPID, carta d’identità elettronica o wallet digitali.
Insomma, la procedura dovrebbe essere tale da impedire l’accesso ai minorenni. Una volta verificata l’età, il sistema rilascerà una “prova anonima” di idoneità, senza condividere dati sensibili con il sito che offre il contenuto.
Privacy: anonimato per chi accede e per chi verifica
Uno degli aspetti più innovativi del provvedimento è la salvaguardia della riservatezza. Il sistema, infatti, si fonda su un meccanismo di “anonimato incrociato”: chi verifica l’età non conosce il contenuto richiesto, e chi offre il contenuto non riceve dati identificativi dell’utente. Un approccio in linea con il principio di minimizzazione dei dati previsto dal GDPR.
Il Garante per la Privacy ha dato il suo via libera, confermando che il modello rispetta i requisiti europei sulla protezione dei dati personali grazie alla minimizzazione dei dati trattati.
Linee guida flessibili, ma vincolanti
L’AGCOM non impone una tecnologia unica, ma stabilisce principi generali obbligatori: sicurezza informatica, precisione nella verifica, accessibilità anche per utenti fragili, trasparenza e diritto all’informazione. Saranno necessari anche strumenti per ricevere reclami e segnalazioni.
Il sistema italiano dovrà infine adattarsi, se necessario, alle future indicazioni dell’Unione Europea, che sta lavorando a una normativa comune sul tema della verifica dell’età online. In ogni caso, si tratta di un passaggio importante per la tutela dei più giovani, spesso poco avveduti quando si avventurano nel mondo online.



