Sicurezza informatica: un programma di seminari internazionali per le comunità locali

Obiettivo, costruire una cultura diffusa della sicurezza digitale e trasformare studenti e studentesse di ogni facoltà universitaria in nuove risorse professionali per la resilienza cibernetica del Paese. Si tratta del programma internazionale Cybersecurity Seminars di Google.org in collaborazione con Virtual Routes, promosso in Italia dall’Università degli Studi di Milano e dalla Fondazione Mondo Digitale ETS. 

Anche in Italia, infatti, il cybercrime corre veloce e gli attacchi informatici si moltiplicano. Solo nel 2024, il Computer Security Incident Response Team (Csirt) ha gestito 1.979 eventi cyber, 165 al mese, che hanno colpito 2.734 vittime, il doppio dell’anno precedente.
In cima alla lista delle minacce c’è il ransomware, un’emergenza quotidiana per le Pmi, spesso prive di adeguate difese.

Un percorso esperienziale e interdisciplinare

In questo scenario, il programma internazionale  Cybersecurity Seminars offre un percorso esperienziale e interdisciplinare che include seminari pratici, hackathon tematici, tirocini presso realtà locali, attività di service learning per l’impatto sociale.

Il programma coinvolge 140 laureandi e neolaureati, 175 organizzazioni territoriali, tra Pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore e Pmi. Particolare attenzione è riservata all’inclusione. L’EDI Champion del progetto, Silvia Salini, professoressa ordinaria di Statistica dell’Università Statale di Milano, garantisce pari opportunità e partecipazione anche a studenti con background non convenzionali.

“Per affrontare la criminalità informatica è necessaria una resilienza condivisa”

“La criminalità informatica è ormai strutturata e transnazionale, difficile da contrastare e altamente redditizia – spiega Nunzia Ciardi, vicedirettrice generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale -. Per affrontarla, è necessaria una resilienza condivisa da parte di tutti i Paesi avanzati, poiché si tratta di una minaccia pervasiva che coinvolge tutti i servizi essenziali, dalla sanità ai trasporti. Come Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale – aggiunge Ciardi -, interveniamo su più fronti, ad esempio, per ripristinare le funzionalità dei servizi pubblici colpiti, come il sistema sanitario”.

“Il nostro impegno include anche la promozione della formazione di professionisti specializzati in cybersecurity, in un contesto in cui spesso manca la piena consapevolezza dei rischi e delle dinamiche del mondo digitale”.

“Ogni percorso formativo dovrebbe integrare la cybersicurezza”

“Oggi, un Paese che è al tempo stesso digitalizzato e sicuro acquisisce un vantaggio competitivo e una maggiore stabilità – continua Ciardi -. Per questo ogni percorso formativo, indipendentemente dalla disciplina dovrebbe integrare un’adeguata preparazione nell’ambito della cybersicurezza”.

La cybersecurity è diventata un pilastro della regolamentazione europea. Si pone quindi l’esigenza di formare professionisti in grado di gestire gli aspetti regolamentari e di fare da trait d’union tra le professionalità più tecniche e quelle manageriali.
Per questo, tra gli obiettivi del progetto, c’è anche quello di affrontare la mancanza in Europa di 880mila professionisti in cybersecurity.