L’e-commerce italiano ritrova fiducia, ma le sfide restano anche nel 2025

I segnali raccolti a fine anno dal ‘Morale Barometer 2025’ condotto da Fevad in collaborazione con Netcomm indicano una ripartenza per l’e-commerce italiano, che dopo un 2024 difficile orienta le aspettative verso un moderato ottimismo. 

Il 48% delle aziende italiane si aspetta infatti di chiudere il 2025 in crescita, solo il 5% prevede un calo, e in generale a fiducia è leggermente più bassa rispetto all’anno scorso (–7 punti). Segno che molti operatori mantengono un atteggiamento prudente.
Tanto che solo il 24% degli intervistati italiani descrive il proprio segmento come ‘in crescita’ (41% media europea), e la quota di ottimisti cala di 11 punti rispetto al 2024.

Un settore capace di generare occupazione anche in fase di rallentamento

Quanto alla redditività, il 52% degli e-tailer prevede un miglioramento dei margini. Questo, suggerisce una ritrovata attenzione all’efficienza interna e al controllo dei costi dopo un anno di pressioni economiche.

Dal punto di vista dell’occupazione, l’e-commerce italiano continua a giocare un ruolo positivo: nel 2024 il 44% delle aziende ha aumentato il personale, mentre il 17% lo ha ridotto. Per il 2025 le previsioni restano incoraggianti, con il saldo tra chi prevede nuove assunzioni e chi tagli di +17 punti.
Questo trend conferma la capacità del settore di generare lavoro anche in una fase di rallentamento, e rafforza il ruolo dell’e-commerce come comparto in grado di adattarsi rapidamente alle condizioni di mercato.

Un 2025 più internazionale, cyber-sicuro, sostenibile, innovativo

Con il ritorno di un clima più favorevole, le aziende e-commerce italiane pianificano nuovi investimenti per il 2025, in particolare, su tre fronti strategici: espansione internazionale, sicurezza informatica e sostenibilità, innovazione tecnologica e marketing.
L’internazionalizzazione è uno dei driver più solidi della crescita, tanto che il 50% delle aziende italiane attive nel cross-border è presente in oltre 10 mercati esteri.

I mercati di riferimento restano Francia, Germania e Spagna. Ma per gli operatori stranieri l’Italia non compare ancora tra le prime tre mete di espansione.
Espandersi fuori dall’Europa richiederà nuove competenze, tecnologie e strategie ad hoc, ma potrebbe rappresentare il passo decisivo per colmare il gap competitivo con altri player continentali.
In ogni caso, nel prossimo biennio, il 75% delle aziende italiane si aspetta un’ulteriore crescita del fatturato cross-border. Solo l’8% prevede un calo.

AI generativa: una rivoluzione per l’intera catena del valore

L’innovazione più dirompente dell’ultimo anno è senza dubbio l’AI generativa. Oggi quasi l’80% delle aziende e-commerce europee ha già integrato soluzioni basate su GenAI. In Italia l’adozione è cresciuta di +16 punti in un anno, pur restando inferiore a Francia e Germania.

La GenAI sta inoltre iniziando a influenzare l’intera catena del valore, dalla progettazione di prodotto al post-vendita. Le aziende valutano con attenzione costi, benefici e sostenibilità delle nuove tecnologie, evitando investimenti impulsivi. Anche il ridimensionamento dell’interesse per il metaverso o gli NFT è indicativo di maggiore concretezza. L’innovazione non è più fine a sé stessa, ma orientata al ritorno sull’investimento, e al miglioramento delle performance operative.