La conferma arriva dai risultati dell’Osservatorio ISPI-Ipsos ItaliaInsight, dal titolo ‘Gli italiani e la politica internazionale’. Le percezioni degli italiani sul panorama geopolitico del 2024 e del nuovo anno sono piuttosto pessimiste. Per l’88% oggi viviamo in un mondo sempre più insicuro, per il 91% più frammentato e per il 76% con più diseguaglianze.
In sostanza, le percezioni, già negative a inizio anno, sono via via peggiorate, delineando un clima di grande preoccupazione e profondo pessimismo. Tanto che la Terza Guerra Mondiale per il 47% è un’eventualità ‘probabile’ nei prossimi tre anni, e solo il 15% la ritiene ‘altamente improbabile’.
Guerra, cambiamento climatico, recessione
È un mondo minacciato innanzitutto dalle guerre (49%), anche se gli spiragli di negoziati sui vari fronti fanno scendere del 5% questo valore nell’ultima rilevazione.
La quota di menzioni del cambiamento climatico, invece, si riduce dell’11% nel quarto trimestre. Per l’Italia, tuttavia, la minaccia rimane soprattutto legata all’andamento dell’economia internazionale.
Da notare come stia maturando una prospettiva diversa su questo tema: non è più solamente un problema di crisi economiche ‘esogene’ (dal 51% al 41%), ma anche di distribuzione delle risorse, quindi, di diseguaglianze economiche e sociali (dal 34% al 41%).
Chi ha paura di Donald Trump?
Ma quali sono le maggiori preoccupazioni per il 2025? In cima a questa classifica si trova una possibile crisi economica in Europa (26%), il protrarsi della guerra in Ucraina (25%), un aumento degli eventi atmosferici estremi (24%) e un’ulteriore escalation in Medio Oriente (23%).
Quanto all’elezione di Donald Trump, per il 38% è ‘una cattiva notizia per l’Europa e per il mondo’. Il 24% è però di parere opposto, mentre colpisce il 38% di giudizi ‘sospesi’ sul suo ritorno alla Casa Bianca .
L’inizio della seconda presidenza Trump rappresenta però anche (ex aequo con la pace in Ucraina e in Medio Oriente) l’elemento di maggiore speranza per il 2025, tutti menzionati dal 22% degli intervistati.
Solo l’11%, al contrario, la indica come la fonte di maggiore preoccupazione per il 2025.
Spese militari: solo il 10% è favorevole a un aumento
Per l’Europa una seconda presidenza Trump significa soprattutto decidere come affrontare la realistica prospettiva di un crescente disimpegno militare degli USA dallo scacchiere del Vecchio Continente.
Su questo punto è chiara la propensione degli italiani: solo il 10% è a favore dell’aumento delle spese militari, mentre il 34% ritiene che i livelli attuali di spesa siano ‘adeguati anche senza gli Stati Uniti’ e il 26% sarebbe per ridurre la spesa.
Quanto alla guerra in Ucraina, la maggioranza (60%) ritiene che a questo punto del conflitto l’Ucraina debba accettare un accordo con la Russia, anche a costo di perdere parti significative del proprio territorio. E per un 21%, Europa e USA devono addirittura interrompere la fornitura di armi all’Ucraina, anche se questo dovesse comportare la conquista da parte della Russia. Rimane un 19% che ritiene che si debba continuare a fornire armi all’Ucraina fino a quando non avrà riconquistato il suo territorio.



