Il carovita modifica le abitudini quotidiane: 7 persone su 10 riducono i consumi

I prezzi si alzano facendo “scricchiolare” il potere d’acquisto. E le famiglie corrono ai ripari, cercando di preservare i propri budget. L’inflazione crescente e l’instabilità economica globale, infatti, stanno costringendo milioni di persone a cambiare stile di vita.

Secondo la ricerca internazionale Worldviews Survey promossa da WIN (con dati italiani a cura di BVA Doxa), circa il 70% dei cittadini a livello mondiale ha già cominciato a contenere le spese o intende farlo a breve. Una reazione che non nasce solo da necessità economiche, ma anche dalla volontà di proteggere il benessere familiare in un contesto di incertezza diffusa.

Italia tra i Paesi più attenti al portafoglio

Il fenomeno coinvolge tutti i 40 Paesi analizzati dall’indagine, ma con intensità diverse. In cima alla lista ci sono Grecia (86%), Malaysia (83%), Filippine (82%) e Irlanda (79%), dove oltre 4 persone su 5 stanno adottando comportamenti più prudenti.

Anche l’Italia mostra un’alta sensibilità: il 77% degli intervistati ha già ridotto le spese o è pronto a farlo, posizionandosi tra i Paesi europei più reattivi, accanto a Croazia (78%). Meno marcato il fenomeno in Paesi Bassi, Slovenia, Cina e Svezia, dove meno del 60% dei cittadini prevede tagli.

Al Sud c’è più timore, nel Nord resiste l’ottimismo 

Il quadro italiano mostra differenze territoriali significative. Le regioni del Sud e delle Isole registrano la quota più alta di famiglie che hanno già ridotto i consumi (44,5%), seguite da quelle del Centro (43,7%).

Al contrario, le aree settentrionali, pur meno colpite, si distinguono per una maggiore fiducia: nel Nord Ovest, il 15,8% degli intervistati dichiara di non avere intenzione di tagliare le spese, contro il 10,9% del Sud.

Donne e adulti: i più scrupolosi nel fare le “formiche” 

Il peso dell’inflazione si riflette con maggiore intensità sulle donne, che in Italia rappresentano il gruppo più attento: 43,2% ha già limitato i consumi, rispetto al 37% degli uomini.

La fascia d’età più coinvolta è quella tra i 45 e i 54 anni (47,9%), seguita dai 55-64enni. I giovani dai 18 ai 24 anni mostrano invece maggiore attesa: solo un terzo ha agito, ma quasi 4 su 10 sono pronti a farlo a breve.