Feste senza sensi di colpa: i consigli dei dottori per sopravvivere ai cenoni

Tra Natale e Capodanno, è un continuo sedersi a tavola. Anche se per molti di noi, causa Covid-19, le riunioni familiari sono state ridotte come numero di partecipanti, lo stesso non si può dire per le portate. A noi italiani piace la buona cucina, e a Natale, Santo Stefano e Capodanno non ci si può sottrarre dal cucinare e… mangiare. Per sopravvivere indenni a tutti questi banchetti, senza attentare alla linea ma pure senza fare rinunce dolorose, ecco che arrivano i consigli di di AIGO – Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri. Obiettivo, rimanere in salute senza privarsi delle gioie della convivialità.  

Poco alcol per i brindisi

Sì a un brindisi a Capodanno, ma uno solo. Gli esperti sottolineano che negli uomini la dose massima giornaliera è di 1-2 bicchieri di vino, mentre nelle donne di 1 bicchiere. Anche nei soggetti sani l’alcol può causare pure in dosi moderate sintomi da reflusso o bruciore, in presenza di patologia serve particolare prudenza. Il paziente con malattia di fegato non dovrebbe assumere bevande alcoliche, mentre il paziente con disturbi funzionali, come intestino irritabile, può concedersi un brindisi. La cosa più importante che spesso manca nelle tavole delle feste è l’acqua!

Occhio a zuccheri e grassi

I tipici cibi delle feste sono spesso più ricchi di grassi animali e zuccheri, elementi che possono favorire disturbi come cattiva digestione, gonfiore addominale, reflusso gastroesofageo, essendo difficilmente digeribili anche per le persone in buona salute. Senza demonizzare le nostre eccellenze gastronomiche, è bene tenere presente che in alcune persone con difficoltà nell’assorbimento del lattosio, prodotti caseari freschi, creme e intingoli possono favorire alcuni disturbi. Quindi, spazio anche a tante verdure sulla tavola: in questo caso, si può abbondare senza sensi di colpa.

La salute si conquista con la moderazione

La moderazione è il vero trucco per non sgarrare troppo o ci sono altri accorgimenti da poter mettere in pratica? E’ il caso di controllare anche altri “comportamenti” sbagliati come la velocità nell’assunzione del cibo, l’abitudine di fumare tra un pasto e l’altro, la sedentarietà dopo il pasto, scegliendo anche di moderare i condimenti. Un po’ di movimento fisico è sempre la soluzione migliore per favorire la digestione e migliorare la regolazione glicemica. Il rischio di stare sul divano è che faccia venire voglia di mangiare ancora.

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